RAFFAELE DI VAIA

Sonni 

2007

Video installazione, 9 video in bianco e nero

[…] Infine, i nove video che compongono l’opera Sonni (2007), seppur realizzati alcuni anni prima rispetto agli altri lavori in mostra, sembrano riannodare a ritroso i fili della recente ricerca dell’artista. In questo incessante susseguirsi di micro-sonni, tesi a restituire visivamente quel momento breve, intenso e al contempo destabilizzante, che si frappone tra l’addormentamento e il risveglio, lo spettatore si ritrova immerso – al pari dell’artista che li ha pensati e agiti in prima persona – all’interno di una claustrofobica e solipsistica fuga domestica dominata dai toni scuri del grigio e del nero. La tecnica di ripresa a infrarossi, impiegata per le inquadrature “in soggettiva” degli intervalli onirici, oltre ad accentuare il carattere opprimente e allucinatorio di questi ultimi, sgrana i contorni degli elementi appena riconoscibili (quali maniglie, scale, porte…) su cui si posa fugacemente l’occhio in cerca di un possibile orientamento visivo. L’effetto sfocato e sfuggente delle immagini, che prefigura una stretta correlazione con le successive opere grafiche dell’artista, appare indirizzata a sconfessare la trascrizione verosimigliante e oggettiva della realtà da parte del medium filmico, nel tentativo di fare di quest’ultimo, al pari del disegno, uno strumento attraverso cui addentrarsi nei meandri della mente. […]

Alessandra Acocella 

(dal testo critico della mostra Vicolo Cieco, LATO, Prato, dicembre 2014)