RAFFAELE DI VAIA

La caccia 

2008

Video, bianco e nero 

2’18”

[…] Riconsiderare l’emozione della vergogna significa avere un nuovo sguardo sulla propria individualità sondandone limiti e prospettive rispetto alla propria posizione nella società. Il nostro punto di partenza vuole essere il sentimento della fuga che si lega in modo duplice a questa emozione. Una volta smascherati infatti per le nostre particolarità, non possiamo far altro di riconoscerci in noi stessi. Facendo nostre le parole di Lévinas è possibile affermare che «ciò che appare nella vergogna è precisamente il fatto di essere incatenati a sé, l’impossibilità radicale di fuggire da se stessi». Allo stesso modo, come nel video La caccia, tentiamo di sfuggire da qualcosa che rimane sempre con noi: cacciatore e preda non sono mai distinguibili, come il nostro desiderio di essere diversi, ma anche conformati alle convenzioni sociali e morali e il nostro reale essere. […]

Serena Trinchero 

(dal testo critico della mostra La fuga non è la risposta, PRIVATE FLAT #7, Firenze, 2011)